La Sicurezza Informatica: cosa è e come proteggere la propria rete



Autore: Team Infor
Categoria: Sicurezza Informatica

 

Cyber Security rappresenta un campo relativo alla sicurezza informatica: strumenti e tecnologie la cui funzione è quella di proteggere i sistemi informatici dagli attacchi dall’esterno. Questo campo si basa sulla protezione della confidenzialità, integrità e disponibilità di un sistema informatico. Nella Cyber Security sono presenti elementi giuridici, umani, tecnici e organizzativi in grado di analizzare i punti vulnerabili di un sistema, le minacce e i rischi associati.

Nessuna azienda è immune dal rischio di un attacco informatico, che può tradursi in un furto di dati o nel blocco di sistemi e servizi. Lo scenario è in costante evoluzione e l’allerta cresce: per questo sempre più le organizzazioni affidano la protezione a un fornitore specializzato come INFOR S.R.L. , che garantisce monitoraggio da remoto, compliance con regolamenti e standard, utilizzo di tecnologie di ultima generazione e percorsi formativi dedicati.

Basta sfogliare il Rapporto Clusit 2020 (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) per scoprire che:

  • il 2018 è stato l’anno peggiore di sempre sotto il profilo degli attacchi: quelli definiti gravi sono stati 1552 e sono aumentati del 37,7% rispetto al 2017, arrivando a una media di 129 iniziative al mese (rispetto a una media di 94 al mese nel 2017, e di 88 su otto anni).
  • Rispetto al 2018, in termini assoluti nel 2019 il numero maggiore di attacchi gravi si osserva verso le categorie “Multiple Targets” (+29,9%), “Online Services / Cloud” (+91,5%) ed “Healthcare” (+17,0%), seguite da “GDO/Retail” (+28,2%), “Others” (+76,7%), “Telco” (+54,5%) e “Security Industry” (+325%).
  • Stando al report, è avvenuto un cambiamento di fase nei livelli globali di Cyber security, causata dalla rapida evoluzione degli attori coinvolti, dalle modalità e dalla finalità degli attacchi.

Si tende a dire nell’ambiente che esistono due tipi di aziende: quelle che hanno subito attacchi e quelle che li subiranno. Ma la verità è che c’è una terza categoria: quella delle aziende che non sanno di averlo subito. In Europa il tempo medio necessario ad accorgersi di una violazione supera infatti i duecento giorni.

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Smart working e virtualizzazione del desktop: quali consigli per lavorare da remoto in sicurezza?

In questi giorni di emergenza coronavirus molti studi professionali e piccole aziende stanno attivando, in tutta fretta, dei sistemi per consentire ai propri dipendenti di accedere da casa al desktop aziendale. I dipendenti lavorano da casa con il proprio computer personale. In tutto il mondo. Si può prevedere una crescita degli incidenti di sicurezza? Quali consigli si possono dare?

In questo momento il panorama aziendale Italiano ci presenta si divide come segue:

  • I più fortunati che possono utilizzare la propria soluzione di Virtual Desktop Infrastructure ed i propri strumenti di collaborazione come Office365 per gestire il proprio lavoro interamente da remoto.
  • Poi c’è chi non era preparato e corre ad attrezzarsi con soluzioni “calibrate al minimo indispensabile” per abilitare il remote working (distribuzione laptop, abilitazione VPN, acquisto di qualche soluzione standalone tipo Zoom).
  • Infine, chi si comporta in modo sconsiderato (“ti apro l’RDP/terminal server del PC in emergenza, lo pubblico su Internet, collegati da casa con il tuo notebook”).

I tre diversi approcci comportano per la natura dell’azienda rischi molto diversi. I criminali sono consci di questo, ragion per cui non si tratta di prevedere un aumento degli attacchi informatici: stiamo già assistendo da settimane ad un incremento dei tentativi di attacco e ad un incremento di incidenti di sicurezza.

I consigli sono:

  • valutare i rischi che l’adozione di una nuova tecnologia o di una nuova modalità operativa comportano, identificando eventuali rischi da mitigare ed intervenire in modo preventivo;
  • dotarsi degli strumenti necessari, in coerenza con le necessità di riservatezza e disponibilità dell’azienda, ma non dimenticare di impartire alle persone le istruzioni corrette e di formarle nell’uso di questi strumenti, oltre che sul come fronteggiare i tentativi di attacco specifici;
  • in particolar modo nell’abilitazione all’uso di strumenti non sotto il diretto controllo dell’azienda, assicurarsi che vengano rispettate le minime cautele, aspettandosi device senza backup, infetti e via dicendo.

Su questo punto si ravvisa un incremento dei casi di infezioni dovuti a PC casalinghi usati per collegarsi a infrastrutture aziendali che si aspettano client “puliti e protetti”.

Le soluzioni che INFOR S.R.L. propone per garantire il corretto funzionamento di tutti gli strumenti aziendali, sono studiate sulle tre basi della sicurezza informatica:

  • Robustezza, la capacità di una soluzione informatica di comportarsi in modo ragionevole in situazioni impreviste.
  • Resilienza, o anche indice di fragilità, rappresenta la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere a danni, in modo da garantire l’erogazione dei servizi.
  • Reattività, come ben esplicita il nome, costituisce la capacità di un sistema informatico di reagire a stimoli esterni o a disservizi riscontrati nell’esecuzione delle operazioni.

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